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Milano-Sanremo 2018 “la Classicissima” del Ponente Ligure (Parte 1)

Milano-Sanremo 2018 “la Classicissima” del Ponente Ligure (Parte 1)

La mia Milano – Sanremo (Parte I)

Sta per arrivare la Primavera e la sua “Classicissima” Milano-Sanremo, una corsa che e’ storia e memoria del Ponente Ligure. Grandi emozioni e forti passioni…a bordo strada, “a cursa”, come la chiamiano noi in Riviera,  evoca  sempre ricordi e crea suggestioni … al riguardo …

l’appassionato Diego , nostro collaboratore ed esperta guida cicloturistica, ci ha raccontato una sua storia… che oggi vogliamo condividere con voi .

Aspettando il passaggio della Milano – Sanremo

… nonno, nonno Luigi … è vero che oggi a Ceriale passa la corsa delle biciclette? … alcuni amichetti di classe me ne hanno parlato …

… si certo Marcolino, mi fa piacere andare lungo la strada e vedere i corridori sulle loro biciclette … anche il tuo babbo Pietro, tanti anni fa quando era piccino come te, mi aveva chiesto la stessa cosa … era il 1970 e abbiamo visto sfrecciare Dancelli in fuga che poi vinse quella fantastica edizione della Milano-Sanremo … che emozione quel giorno…

… ma nonno, nonno davvero i corridori partono da Milano al mattino presto per arrivare a Sanremo nel pomeriggio tardi? … la maestra ci ha raccontato che fanno così tutti gli anni, da tanti anni, più di cento, sempre a marzo per la festa del papà, intorno a San Giuseppe …

… Marcolino, Marcolino … vedo che sei un bimbetto curioso e sveglio … mi fa piacere … ti racconto qualche storia … come raccontai al tuo babbo quando era piccolo … e scusami se i ricordi si confondono magari un poco con gli anni …

 

… sono stato piccino anche io sai … e un giorno il mio papà Giovanni, che tu non hai conosciuto purtroppo, in una bella giornata di sole di primavera mi volle portare lungo la Aurelia a vedere la corsa … era dopo la guerra, credo il 1946 … avevo 8 anni come te oggi Marcolino …

la Milano Sanremo del 1946

… ecco ora ricordo … quel giorno partirono da Milano in 115, nella nebbia e nel freddo della pianura padana verso sud … il tuo bisnonno Giovanni me lo raccontava sempre … dal gelido inverno verso il tepore caldo della primavera in Riviera … questa è la corsa delle corse … la Milano-Sanremo … la Classicissima

… dopo pochi km a Binasco scappano in fuga dal gruppo in 10, tra cui l’italiano Coppi ed il francese Tessiere … in breve guadagnano sugli inseguitori, a Pavia hanno 3 minuti di vantaggio, a Voghera il vantaggio sale a 6 minuti, per aumentare ancora a 10 minuti al passaggio ad Ovada, dove iniziano la salita che porta al Passo del Turchino …

… in salita il gruppetto dei fuggitivi si rompe quando Tessiere, in grande forma, forza l’andatura ed attacca … solo Coppi resiste alla sua ruota mentre gli altri si staccano … vanno via insieme e d’accordo per un poco … poi dopo Masone Coppi attacca a sua volta, nel tratto di salita più dura e difficile … sul Passo del Turchino, all’uscita della galleria, l’italiano passa solo, con un vantaggio di mezzo minuto sul francese che insegue …

… fanno la discesa a rotta di collo, verso Genova, Voltri e la strada Aurelia che segue la costa verso Ponente … la strada attraversa città, paesi e villaggi che hanno ancora i disastri e le rovine della guerra e dei bombardamenti, ma ai lati c’è ovunque tanta gente, curiosi ed appassionati, che in questa bella giornata di sole, si radunano a gruppi lungo la strada per vedere il passaggio dei corridori …

… la guerra è una cosa brutta e triste Marcolino, ero bambino ed ancora non capivo bene, ma il mio papà Giovanni me lo raccontava sempre … eppure quel giorno la gente sembrava rinascere, tornare a sorridere, a gioire ed a divertirsi aspettando la corsa e vedendo i corridori sulle loro biciclette …

Con Coppi l’Italia torna a sognare

… l’Italia rinasceva e ricostruiva, la vita ritornava bella e buona, la gente ritrovava le passioni sane dello sport e delle corse in bicicletta … tutti allora si andava in bicicletta … ed un pedalatore che fa fatica curvo sui pedali ispirava simpatia e fiducia nelle persone … scattava la voglia di ammirarlo, di applaudirlo, ma anche di aiutarlo e di spingerlo in salita

… Coppi aumenta il vantaggio in discesa, è un maestro a disegnare le traiettorie nelle curve ed a Voltri ha 5 minuti su Tessiere, poi aumenta ancora salendo ai Piani di Invrea ed a Varazze passa con 8 minuti … dietro il gruppo prova a reagire con Bartali, Ortelli, Cottur, Camellini, Servadei e Maggini, ma è tardi ormai per riuscire a riagganciare i fuggitivi …

… la gente è felice lungo le strade ed i tutti bambini fanno festa … tra i tanti c’ero anche io quel giorno Marcolino … ero a Ceriale come noi oggi … e vidi  quella maglia  azzurra e sporca di Coppi che a cavallo della sua fiammante Bianchi pedalava forte e potente verso Sanremo … era passato da Savona, poi da Noli, da Finale ed ora entrava nella Piana di Albenga, verso Alassio Laigueglia ed i Capi … ancora tanta strada e tanta fatica, ma era un angelo, bello e potente in sella, armonioso e forte … concentrato e sporco … era in fuga solitaria da ormai 100 km ed altri 70 km lo attendevano … ma era forte, più forte di tutti e di tutto …

… arrivò al traguardo di Sanremo … dopo 293 km di corsa, in 8 ore e 10 minuti … con un vantaggio di 14 minuti su Tessiere e di 19 minuti su Ricci … e poi il gruppo di Bartali, Canavesi, Ortelli e Leoni …

… era tornato il grande Coppi, dopo i dolori e le sofferenze della guerra … per sognare e fare sognare di nuovo l’Italia e gli italiani che amano lo sport e la bicicletta …

Le origini di una corsa diventata leggenda

… ma nonno quante cose interessanti sai … ma dimmi davvero la Milano-Sanremo ha più di cento anni di storia? … così ci ha detto la maestra in classe …

… si Marcolino … la prima edizione fu corsa nel 1906, partirono da Milano in 33, temerari e forti,  ma ed arrivarono a Sanremo solo in 6, dopo 281 km di pioggia e freddo … con una media di 26 kmh arrivò primo Lucien Petit Breton, un valdostano di Arvier, che faceva lo spazzacamino in Francia ed era naturalizzato francese, per le statistiche ufficiali … secondo dopo qualche minuto fu il francese Gustave Garrigou e terzo l’italiano Giovanni Gerbi di Asti …

… partire da Milano per arrivare a Sanremo in bicicletta, un sogno che dura da oltre cento anni … il percorso è stato sempre quello, lungo, lunghissimo, quasi infinito … dalla città e dalla pianura, pedalare verso Pavia, Tortona, Novi Ligure ed Ovada, poi attraversare gli Appennini scollinando al Passo del Turchino, per giungere a Voltri e da li correre forte sull’Aurelia lungo tutta la Riviera Ligure di Ponente fino a Sanremo, la città dei fiori e del festival della canzone italiana

… la leggenda di questa corsa nacque nel 1910, quando il vincitore fu il francese Eugene Christophe  … una giornata di meteo avverso e condizioni climatiche estreme … 60 i partiti e 7 soltanto all’arrivo … dei veri eroi, folli e coraggiosi … in quegli anni dominavano le prime corse in bicicletta i francesi … ma noi italiani avevamo un ragazzo di Novi Ligure, piccolo e forte, Costante Girardengo, che divenne leggendario con il soprannome di campionissimo e vinse la Milano-Sanremo per 6 volte … ed in tutte le sue 11 partecipazioni fu sempre nei primi tre posti della classifica … un campione ineguagliato ancora oggi.

… poi dopo vennero gli anni di Luigi Ganna, di Alfredo Binda, di Learco Guerra, di Giuseppe Olmo, e poi ancora quelli di Gino Bartali, di Fausto Coppi e di Fiorenzo Magni … tutti immensi campioni entrati nella storia che intanto diventava leggenda …

Il percorso della Milano – Sanremo

… la Classicissima di Primavera fu subito ribattezzata la Milano-Sanremo, sai Marcolino … e da oltre 110 anni si corre a San Giuseppe su queste strade …

… il percorso è stato sempre quello, classico ed immutato negli anni, di quasi 300 km (la corsa in linea più lunga di tutta la stagione, da sempre ed ancora oggi), con la strada lungo la costa, le salite della collina di Arenzano e dei Piani di Invrea, l’attraversamento di Savona, il Capo Noli a picco sulla scogliera, poi il Finalese, la galleria di Caprazoppa che apre verso la baia delle Palme, il Capo Santo Spirito che da Ceriale si butta nella Piana di Albenga, con la galleria del promontorio di San Martino che di fronte alla Isola Gallinara scollina più avanti sul Capo Santa Croce e si getta nella baia del Sole di Alassio e Laigueglia …

… poi i tre Capi … Capo Mele su Andora, Capo Cervo su Diano Marina e Capo Berta su Imperia … una volta salite vere e proprie, che era difficile scalare in bicicletta … poi l’attraversamento di Imperia e la strada panoramica costiera lungomare con i suoi saliscendi …

… negli anni 60 fu inserita la salita di Costareinera-Cipressa per indurire in percorso … e negli anni 80 la salita della collina del Poggio di Sanremo per consentire agli attaccanti di anticipare i velocisti che avevano quasi sempre avuto la meglio in questa corsa …

Perchè la chiamano corsa Monumento?

… nonno, nonno … perché la chiamano corsa monumento? … bravo Marcolino, bella la tua domanda curiosa … si chiama monumento perché insieme ad altre corse storiche e leggendarie, (quali il Giro delle Fiandre in Belgio, la Parigi-Roubaix in Francia, la Liegi-Bastogne-Liegi ancora in Belgio ed il Giro di Lombardia), rappresenta una delle più difficili e dure, non solo da correre, ma soprattutto da vincere … in tanti partono con speranze di potersela giocare, ma solo i grandi campioni veri riescono a vincerla …

… ma nonno…  papà mi ha detto che un monumento della corsa esiste davvero e si può visitare ed ammirare … sì è vero tuo padre Pietro ha ragione … sul Capo Berta, poco prima del finale di salita, sulla sinistra c’è una piazzola, dove hanno eretto un bellissimo monumento celebrativo, dedicato ai tre campionissimi italiani che hanno fatto la storia leggendaria di questa corsa: Costante Girandengo (6 vittorie), Gino Bartali (4 vittorie)e Fausto Coppi (3 vittorie), ritratti in mezzobusto, si guardano tra loro e guardano il percorso stilizzato che riproduce le salite della corsa e reca le incisioni dei nomi di tutti i vincitori di tutte le edizioni della corsa …

… un giorno, se vuoi andiamo tutti insieme Marco, anche con papà a vederlo … magari il giorno del passaggio della corsa … perché so che lì i tanti tifosi ed appassionati fanno sempre una grande festa …

… certo nonno, l’anno prossimo ci voglio venire … fantastico Marcolino … scopriremo e riscopriremo la storia di questa grande corsa, le sue avventure e le sue leggende … sai chi è stato il più grande di tutti i campioni che hanno vinto la Sanremo?

… forse indovino nonno … un belga dal nome difficile, che non so pronunciare …

Le sette vittorie di Eddy Merckx

Eddy Merckx … Marcolino, il più grande di tutti, vinse questa corsa 7 volte e dominò per dieci anni tutte le corse dei suoi tempi … e fu capace di vincere altre 450 corse … un incredibile ed imbattibile record che mai nessuno fu capace neppure di avvicinare … era talmente forte Merckx che anche arrivare secondo dietro di lui era da tutti considerato una vera vittoria … ed un fortissimo italiano ci costruì intorno la sua nobilissima storia … Felice Gimondi … un campione immenso, longevo e galantuomo, che ora ha la mia età e va ancora in bicicletta sai …

… il mio babbo Giovanni, il tuo bisnonno che non hai potuto conoscere, mi ha raccontato tante storie di questa corsa nei suoi anni ed in quelli del suo babbo ancora … prima della prima guerra mondiale sempre i francesi ed i belgi … Petit Breton, Van Hauwaert, Christophe, Garrigou, Pellissier, Defraye … con il solo italiano Luigi Ganna capace di batterli nel 1909 …

… a cavallo della grande guerra e subito dopo altri italiani cominciarono a vincere … Agostoni, Corlaita, Gremo, Brunero, Linari, Belloni 2 volte, Girardengo 6 volte …

… poi negli anni venti e trenta … Alfredo Binda 2 volte, Giuseppe Olmo 2 volte, Learco Guerra, Mara, Chesi, Del Cancia, Favalli, Leoni e Cinelli 1 volta …

Tre grandissimi campioni

… poi … da Ponte a Ema, un paesino vicino a Firenze, venne un toscanaccio forte e tenace, duro e solido come una roccia, fu chiamato l’uomo di ferro e divenne una dei più grandi uomini di sport che l’Italia seppe generare e crescere … Gino Bartali, che fu capace di vincere la Milano-Sanremo 4 volte (la prima nel ‘39 e la quarta nel ‘50 ) …

 

… sì è vero nonno, la maestra ci ha parlato di lui e di un altro … un piemontese, lungo e magro, con le gambe smilze e un torace possente, Fausto Coppi che in quegli anni duellava con Bartali e con l’altro campione toscano Fiorenzo Magni …

… ma Marcolino, la tua maestra ne sa davvero tanto di ciclismo e di corridori … cosa altro ti ha raccontato?

… lo sai che quando ero piccolino io, subito dopo la guerra quei tre gradi campioni della bicicletta erano gli sportivi più amati dalla gente … molto più dei calciatori, o dei tennisti o degli atleti olimpionici…

Bartali e Coppi rivali in corsa, amici nella vita

… sai Marcolino … prima ti ho raccontato della Milano-Sanremo del 1946, la prima dopo i disastri della seconda guerra mondiale, ricordi? … ma sai che Bartali e Coppi si divisero tra loro le vittorie alla Sanremo per tutti gli anni tra il ’46 ed il ’50? …

… Coppi nel ’46, nel ’48 e nel ’49 sempre con arrivi in solitaria e grande distacco, una sua specialità …

… Bartali che aveva già vinto prima della guerra nel ’39 e nel ’40, fu capace di rivincere anche dopo la guerra, nel ’47 e nel ’50 soprattutto, a quasi 40 anni di età, in una volatona di gruppo che vinse battendo i più forti passisti e sprinter di quegli anni … lui anziano, nobile grande vecchio immenso corridore …

… il mio babbo e tuo bisnonno Giovanni era tifoso di Bartali, mentre io da bimbo ero innamorato perdutamente di Coppi … solo crescendo e maturando ho compreso quanto grandi e forti fossero entrambi e tanti altri corridori di quegli anni d’oro per il ciclismo italiano … Magni, Bini, Servadei, Ortelli, Martini, Bevilacqua e Ricci … tanti nomi e tanti campioni, tante corse e tante storie …

L’albo d’oro della “Classicissima”

… ma nonno Luigi … quante vittorie straniere e quante vittorie italiane ha questa corsa così bella e difficile da vincere, che in tanti la corrono ed in pochi sono capaci di vincere?

… bella domanda Marcolino, sei proprio attento e curioso davvero, bravo … 50 le vittorie di corridori italiani, 20 belgi, 13 francesi, 7 tedeschi, 5 spagnoli, 3 olandesi, 2 volte australiani, irlandesi, inglesi e svizzeri, 1 vittoria norvegese e polacca …

… tra i plurivittoriosi campioni stranieri il fortissimo velocista tedesco Erik Zabel (4 vittorie), il belga fiammingo Roger De Vlaeminck e lo spagnolo Oscar Freire (3 vittorie) … 2 vittorie a testa per gli italiani Gaetano Belloni, Alfredo Binda, Giuseppe Olmo e Loretto Petrucci … ancora 2 vittorie a testa per lo sprinter spagnolo Miguel Poblet, il fortissimo francese Laurent Fignon ed l’astuto e velocissimo irlandese Sean Kelly.

Nell’albo d’oro della corsa dopo gli anni dominati da Bartali e Coppi, solo un altro italiano fu capace di cogliere due volte e consecutivamente nel ’52 e nel’53 la vittoria a Sanremo , il toscano Loretto Petrucci … poi dal 1954 al 1970 soltanto vittorie straniere … le 7 del fiammingo Merckx, le 2 di Poblet e quelle dei belgi Van Steenbergen, Derycke, De Bruyne, Van Looy e Daems … quelle dei francesi Privat, Poulidor e Groussard … quella dell’inglese Tommy Simpson, del tedesco Rudy Altig e dell’olandese Arie Den Hartog …

La vittoria di Michele Dancelli nel 1970

… ma sai quale fu la vittoria più bella che vidi e vissi da bordo strada, proprio a Ceriale, tantissimi anni fa, come noi oggi qui, Marcolino?

… no nonno, dai raccontami, che mi piacciono le tue storie …

… bene … quella di Michele Dancelli nel 1970 … da tanti anni ormai nessun corridore italiano riusciva più a vincere la classica di primavera … soltanto i grandi campioni stranieri erano capaci di vincere dopo tanti km di battaglie in testa, in capo a grandi volate di gruppo e con sprint potenti ed affollati …

… quel giorno Dancelli provò a lanciarsi in fuga scattando a Loano, a 70 km dal traguardo … una azione coraggiosa e temeraria … dietro il gruppo provava ad inseguire, ma lui insisteva forte e determinato … tutta la gente lungo la strada lo incitava e lo incoraggiava ed anche noi, io ed il tuo babbo Pietro che era piccino come te oggi, dai lati dell’Aurelia, a Ceriale vicino a dove ora c’è il Residence Oliveto, vedemmo entusiasti quel solitario attaccante in fuga inseguito da tutti gli altri.

… poi corremmo a vedere il finale di corsa in televisione e vedemmo l’italiano capace di resistere all’attacco sulle salite dei Capi e sulla Cipressa … ed arrivare al traguardo da solo con 2 minuti di vantaggio su tutti gli altri … incredulo e felice, fu intervistato ed ai microfoni davanti alle telecamere scoppiò a piangere di gioia per la incredibile ed inaspettata grande vittoria … lui che non era un campione, quel giorno aveva battuto tutti …

 

La Milano-Sanremo cicloturistica

… tuo papà Pietro si innamorò quel giorno della bicicletta, del ciclismo, delle corse e dei corridori … e incominciò anche lui a sognare di fare anche lui le corse in bici … fino a diventare poi da grande un appassionato e forte pedalatore … ed arrivare anche lui a fare quella pedalata infinita e meravigliosa che alcuni amici di Sanremo in quegli anni organizzavano ogni estate … la Milano-Sanremo Cicloturistica, sulle stesse strade e con gli stessi 300 km della corsa vera di primavera …

… ma nonno, nonno se papà è stato capace di farla … voglio anche io provarci un giorno …

… nonno Luigi sorrise in viso e nel suo cuore a sentire quelle parole di Marcolino … e il lunedì mattina dopo la corsa parlò col figlio Pietro per acquistare insieme e regalare al nipote una bella bicicletta rossa fiammante, col manubrio da corsa, la borraccia ed il caschetto …

continua con la seconda parte #staytuned

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